I Centri di Salute Mentale

Da OLTRE IL GIARDINO.

I Centri di Salute Mentale vengono pensati a partire dalla necessità di un intervento sul territorio totalmente sostitutivo del manicomio e nascono come veri e propri luoghi di ricezione terapeutica aperti alla cittadinanza sulle ventiquattro ore capace di restituire i diritti alla vita sociale delle persone che vivono il disagio mentale.

Già nel 1972 vennero avviate le prime proposte di servizi territoriali  al di fuori dell’Ospedale Psichiatrico, dividendo il comprensorio in cinque zone affidate ciascuna a un’équipe e proponendo un territorio urbano di riferimento per ciascuna équipe. In particolare, nel 1975, a Barcola e Aurisina vengono aperti i primi due centri di salute mentale sulle ventiquattro ore che coprono i quartieri di Roiano, Gretta, Barcola, Cologna, Scorcola, San Giovanni, nonché il Comune di Aurisina e l’altopiano ovest. Nel frattempo era  stato aperto il Centro di Salute Mentale di Muggia sulle dodici ore.

A partire dalla dismissione del Centro d’Igiene Mentale di Piazza Sansovino, la Provincia ne destina l’uso alla commissione di leva, liberando di fatto una villetta a Barcola che può essere usata come servizio territoriale. Franco Rotelli e Carla Prosdocimo per primi iniziano a risistemare gli spazi e nel 1975 il centro viene definitivamente istituito, aperto ventiquattro ore sette giorni su sette e con sei posti letto, costituendo di fatto anche un gruppo appartamento per i dimessi.

Da subito iniziarono gli interventi nel rione e le visite domiciliari come anche  assemblee con la popolazione, per spiegare la funzione di questo servizio nel territorio, come spazio a sostegno della salute mentale dell’intera comunità.

Nel 1975 venne inaugurato il Centro di Salute Mentale di Aurisina affidato a Paolo Fonda e Giovanna Del Giudice. Undici ex-lungodegenti, provenienti appunto dal territorio dell’Altipiano Ovest, piuttosto anziani e con percorsi di sofferenza molto travagliati e più di quarant’anni di degenza alle spalle, vanno a vivere nell’ex Caserma dei Carabinieri di via delle Cave. L’integrazione con il territorio è complessa e viene affrontata creando un centro di medicina sociale polifunzionale, aperto e rivolto a tutti gli abitanti del territorio.

Nella stessa direzione, l’anno successivo l’équipe diretta da Mario Reali occupa un asilo in via Gambini dove sarebbe poi sorto un altro centro di salute mentale aperto sulle ventiquattro ore. A breve verranno aperti anche i Centri di Salute Mentale di via della Guardia, Domio e San Giovanni, creando così una rete capillare su tutto il territorio.

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