Leros

Da OLTRE IL GIARDINO.

Nel 1988 un reportage del quotidiano The Guardian e della BBC impongono all’attenzione della comunità internazionale lo “scandalo di Leros”: la denuncia della presenza di un lager psichiatrico sulla piccola isola del Dodecaneso, nello stesso anno in cui la Grecia chiede di entrare nell'Unione Europea.

Le immagini sono sconvolgenti per la loro brutalità: mille e cinquecento fra uomini e donne, oltre a un centinaio di bambini, ammassati nelle vecchie caserme della Marina Militare italiana che a partire dal 1912 aveva installato a Leros il suo quartier generale.

Le inchieste effettuate mettono alla luce una realtà orribile per il tipo di strutture utilizzate, le loro condizioni e il trattamento dei lungodegenti e, inoltre, la ricostruzione della storia di Leros mette in luce una lunga tradizione concentrazionaria dell’isola, basata sulla deportazione sistematica non solo di malati di mente, ma anche di bambini e prigionieri politici.

Oggi, dopo la chiusura del manicomio avvenuta anche grazie alla partecipazione delle équipe del DSM Trieste, Leros rimane il simbolo di ciò che l’istituzione manicomiale è stata quale negazione dei diritti civili, del mandato clinico della psichiatria e dei valori della democrazia. Eppure la storia si ripete e oggi le strutture del vecchio manicomio ospitano i centri di identificazione e rimpatrio per le persone migranti senza documenti di Frontex.

“Non si può entrare nelle fabbriche, non si può entrare nelle prigioni, negli istituti, negli ospedali, nei luoghi di lavoro. Bisogna entrare ovunque, riparlare di tutto: dalla Grecia all'Inghilterra. Intervenire come cittadini dell’Europa a Leros e decidere che Europa vogliamo: mai più un lager. Ancora una volta, non poter dire non si sapeva” (dalla “Lettera per Leros”, 1992, scritta da Franco Rotelli e firmata anche da A. Pirella e M. Tommasini).


Bibliografia

Antonella Pizzamiglio, Leros Il mio Viaggio, Arte-studio-Arte edizioni

Alex Majoli, Leros, West Zone edizioni

Todoros Megaleconomu, Leros, edizioni Arga