Mario Tommasini

Da OLTRE IL GIARDINO.

Ex partigiano (ricevette la Croce al merito per la lotta partigiana nel 1967), Mario Tommasini è noto per aver occupato per un mese l’Ospedale Psichiatrico di Colorno (PR) e poi per aver collaborato con  Franco Basaglia e Franco Rotelli per l’abrogazione dei manicomi in Italia e la promulgazione della Legge 180/1978.

Nato a Parma, nel 1943 entra nel Partito Comunista Italiano e nei GAP. Nel 1953 viene incarcerato assieme a Ettore Ghiozzi e Giulio Romanini. Nel 1965 viene nominato assessore provinciale ai Trasporti con delega per l'istituto psichiatrico di Colorno. Nel 1970 proprio su sua richiesta verrà chiamato Franco Basaglia alla direzione dell'ospedale psichiatrico. Fino alla fine degli anni '60 non abbandona il suo lavoro di letturista dell'AMPS (ex società multiservizi municipale). Nel 1970 occupa il brefotrofio di Parma, istituzione che ospitava i bambini abbandonati al di sotto dei tre anni. Nel 1974 realizza la sua idea di recuperare una casa colonica e centocinquantamila metri quadrati di terreno circostante di proprietà della Provincia di Parma per ospitare i dimessi dal manicomio. All'inaugurazione della "Fattoria di Vigheffio" è presente anche Enrico Berlinguer.

Tra il 1971 e il 1974 si adopera per svuotare il carcere minorile della Certosa di Parma e per inserire al lavoro 225 giovani portatori di handicap, istituisce a Parma il primo Servizio di Medicina del Lavoro. In questi anni contatta i registi Marco Bellocchio e Silvano Agosti e fa finanziare la pellicola “Matti da slegare”. A partire dal 1980 è assessore ai Servizi Sociali e Sanità del comune di Parma: istituisce uno dei primi servizi di assistenza domiciliare per anziani con l'iniziativa 'Minimo Garantito'; guida il movimento "Liberarsi dalla necessità del carcere" e, con la cooperativa SIRIO dà lavoro esterno a decine di detenuti in regime di semilibertà. Nel 1984 partecipa al documentario “D'amore si vive” sempre di Silvano Agosti. Nel 1990 promuove il cortometraggio "Orti d'Amore" per la regia di Daniele Urbanetto sull'esperienza degli orti sociali. Sempre nel 1990 è consigliere regionale per la Regione Emilia Romagna con il gruppo “Nuova solidarietà”. Allo smantellamento del PCI abbandona la militanza nei partiti tradizionali e si avvicina alle problematiche degli anziani per superare le case di riposo con il progetto “Esperidi”. È sua l'ideazione di "Le case di Tiedoli": l'iniziativa fa ristrutturare alcuni edifici abbandonati nel paesino di montagna di Tiedoli (Borgotaro) e le adibisce a residenze autonome per anziani, con portineria sociale aperta ininterrottamente. È del 1995 la realizzazione dei primi appartamenti protetti per anziani nel comune di Parma. Tra il 1992 e il 1995 è chiamato per conto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a progettare soluzioni per il superamento dei manicomi in Grecia, Brasile (San Paolo e Santos) e Repubblica Dominicana. In occasione delle elezioni comunali a Parma del 1998 si candida alla carica di sindaco con una propria lista. Viene rieletto in consiglio comunale nel 2002 con la lista Libera la libertà e dal 2003 è stato direttore del Laboratorio Provinciale sulle Politiche per gli Anziani.