Differenze tra le versioni di "Franco Basaglia"

Da OLTRE IL GIARDINO.
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Franco Basaglia, nato a Venezia nel 1924 da una famiglia della media borghesia, si è formato all’Università di Padova.  
Franco Basaglia, nato a Venezia nel 1924 da una famiglia della media borghesia, si è formato all’Università di Padova.  


Si è specializzato nel 1953 in malattie nervose e mentali presso la clinica neuropsichiatrica della medesima università e nello stesso anno ha sposato Franca Ongaro, dalla quale ha avuto nel 1953 il figlio Enrico e nel 1954 la figlia Alberta. La Ongaro, inizialmente interessata alla letteratura, ha scritto diversi articoli e alcuni libri; ha collaborato a lungo col marito nella stesura di alcuni suoi testi sulla psichiatria ed è entrata in Parlamento con Sinistra indipendente per due legislature. Dopo la scomparsa del marito, avvenuta sempre a Venezia nel 1980, ne ha raccolto l'eredità.
Si è specializzato nel 1953 in malattie nervose e mentali presso la clinica neuropsichiatrica della medesima università e nello stesso anno ha sposato [[Franca Ongaro Basaglia|Franca Ongaro]], con cui ha avuto due figli, Enrico e Alberta. Ongaro, inizialmente interessata alla letteratura, è stata tra le protagoniste della produzione teorica e analitica del movimento basagliano.  


Franco Basaglia è stato il fondatore di Psichiatria Democratica.
Dopo l'esperienza a [[Ospedale Psichiatrico di Gorizia|Gorizia]] e a [[Colorno]], dove collabora con [[Mario Tommasini]], nel 1971 Basaglia viene chiamato a Trieste dal Presidente della Provincia [[Michele Zanetti]] a dirigere l’Ospedale Psichiatrico. Da allora inizia la sua parabola riformatrice che porterà alla [[Legge 180|Legge 180/1978]], a lui informalmente (ed erroneamente) attribuita che impone la chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia, la riforma del [[trattamento sanitario obbligatorio]] e l’avvio alla creazione dei servizi di cura e assistenza sul [[territorio]] aperti a tutti i cittadini. Nel 1979 lascia la direzione dell'Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste e comincia a lavorare a Roma per la riforma dei servizi psichiatrici nella Regione Lazio.
 
Nel 1971 viene chiamato a Trieste dal Presidente della Provincia [[Michele Zanetti]] a dirigere l’Ospedale Psichiatrico. Da allora inizia la sua parabola riformatrice che porterà alla [[Legge 180|Legge 180/1978]] che da lui prende il nome e introduce la revisione ordinamentale degli ospedali psichiatrici in Italia e l’avvio alla creazione dei servizi di cura e assistenza sul territorio aperti a tutti i cittadini.


In quegli stessi anni l’eco della sua iniziativa si diffonde in tutto il mondo e porterà il futuro [[Il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste|Dipartimento di Salute Mentale di Trieste]] a divenire struttura pilota per l’[[Internazionali OMS|Organizzazione Mondiale della Sanità]] nel campo dello studio dei servizi di salute mentale. Lo stesso Basaglia, psichiatra ma anche docente, viene invitato in Europa e Sudamerica a convegni e conferenze.
In quegli stessi anni l’eco della sua iniziativa si diffonde in tutto il mondo e porterà il futuro [[Il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste|Dipartimento di Salute Mentale di Trieste]] a divenire struttura pilota per l’[[Internazionali OMS|Organizzazione Mondiale della Sanità]] nel campo dello studio dei servizi di salute mentale. Lo stesso Basaglia, psichiatra ma anche docente, viene invitato in Europa e Sudamerica a convegni e conferenze.

Versione delle 13:45, 29 dic 2021

Franco Basaglia, nato a Venezia nel 1924 da una famiglia della media borghesia, si è formato all’Università di Padova.

Si è specializzato nel 1953 in malattie nervose e mentali presso la clinica neuropsichiatrica della medesima università e nello stesso anno ha sposato Franca Ongaro, con cui ha avuto due figli, Enrico e Alberta. Ongaro, inizialmente interessata alla letteratura, è stata tra le protagoniste della produzione teorica e analitica del movimento basagliano.

Dopo l'esperienza a Gorizia e a Colorno, dove collabora con Mario Tommasini, nel 1971 Basaglia viene chiamato a Trieste dal Presidente della Provincia Michele Zanetti a dirigere l’Ospedale Psichiatrico. Da allora inizia la sua parabola riformatrice che porterà alla Legge 180/1978, a lui informalmente (ed erroneamente) attribuita che impone la chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia, la riforma del trattamento sanitario obbligatorio e l’avvio alla creazione dei servizi di cura e assistenza sul territorio aperti a tutti i cittadini. Nel 1979 lascia la direzione dell'Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste e comincia a lavorare a Roma per la riforma dei servizi psichiatrici nella Regione Lazio.

In quegli stessi anni l’eco della sua iniziativa si diffonde in tutto il mondo e porterà il futuro Dipartimento di Salute Mentale di Trieste a divenire struttura pilota per l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel campo dello studio dei servizi di salute mentale. Lo stesso Basaglia, psichiatra ma anche docente, viene invitato in Europa e Sudamerica a convegni e conferenze.

Il pensiero di Basaglia si caratterizza come rivoluzionario per il XX secolo in quanto egli, a differenza degli psichiatri tradizionali, si forma sui testi del cosiddetto movimento fenomenologico, e cioè ad esempio Jean-Paul Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Edmund Husserl e Martin Heidegger, che studiano l’uomo nella sua relazione all'esistenza e non nelle sue funzioni cerebrali. In tal senso Basaglia rifiuta i trattamenti disumani propri dell’ospedale psichiatrico per introdurre una nuova lettura umana del paziente e dei suoi bisogni.

“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia.”


Bibliografia

Mario Colucci, Pierangelo di Vittorio, Franco Basaglia, AlphaBeta edizioni, 2001

Franco Basaglia, Conferenze brasiliane, Raffaello Cortina Editore, 2000

Claudio Ernè, Basaglia a Trieste, Cronaca del cambiamento, Stampa alternativa, 2008

Pier Aldo Rovatti, Restituire la soggettività. Lezioni sul pensiero di Franco Basaglia, AlphaBeta edizioni, 2013