Franco Basaglia

Da OLTRE IL GIARDINO.
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Franco Basaglia, nato a Venezia nel 1924 da una famiglia della media borghesia, si è formato all’Università di Padova.

Si è specializzato nel 1953 in malattie nervose e mentali presso la clinica neuropsichiatrica della medesima università e nello stesso anno ha sposato Franca Ongaro, dalla quale ha avuto nel 1953 il figlio Enrico e nel 1954 la figlia Alberta. La Ongaro, inizialmente interessata alla letteratura, ha scritto diversi articoli e alcuni libri; ha collaborato a lungo col marito nella stesura di alcuni suoi testi sulla psichiatria ed è entrata in Parlamento con Sinistra indipendente per due legislature. Dopo la scomparsa del marito, avvenuta sempre a Venezia nel 1980, ne ha raccolto l'eredità.

Franco Basaglia è stato il fondatore di Psichiatria Democratica.

Nel 1971 viene chiamato a Trieste dal Presidente della Provincia Michele Zanetti a dirigere l’Ospedale Psichiatrico. Da allora inizia la sua parabola riformatrice che porterà alla Legge 180/1978 che da lui prende il nome e introduce la revisione ordinamentale degli ospedali psichiatrici in Italia e l’avvio alla creazione dei servizi di cura e assistenza sul territorio aperti a tutti i cittadini.

In quegli stessi anni l’eco della sua iniziativa si diffonde in tutto il mondo e porterà il futuro Dipartimento di Salute Mentale di Trieste a divenire struttura pilota per l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel campo dello studio dei servizi di salute mentale. Lo stesso Basaglia, psichiatra ma anche docente, viene invitato in Europa e Sudamerica a convegni e conferenze.

Il pensiero di Basaglia si caratterizza come rivoluzionario per il XX secolo in quanto egli, a differenza degli psichiatri tradizionali, si forma sui testi del cosiddetto movimento fenomenologico, e cioè ad esempio Jean-Paul Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Edmund Husserl e Martin Heidegger, che studiano l’uomo nella sua relazione all'esistenza e non nelle sue funzioni cerebrali. In tal senso Basaglia rifiuta i trattamenti disumani propri dell’ospedale psichiatrico per introdurre una nuova lettura umana del paziente e dei suoi bisogni.

“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia.”