Hrayr Terzian

Da OLTRE IL GIARDINO.
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Hrayr Terzian (Addis Abeba 1925-Verona 1988), medico e neurologo, è noto in tutto il mondo scientifico per la scoperta di una encefalopatia post-traumatica (sindrome di Terzian-Dalle Ore).

Figlio di armeni rifugiati in Etiopia durante la Prima guerra mondiale, arrivò in Italia da adolescente e si laureò a Padova nel 1948. Iniziò poi a frequentare la clinica neurologica diretta da uno dei maggiori neurologi del Novecento, Giovanni Battista Belloni.

La sua preparazione scientifica si arricchì a Londra nel reparto neurologico del National Hospital, a Marsiglia, dove apprese le frontiere più avanzate della neurofisiologia mondiale. La sua carriera universitaria iniziò a Padova come assistente, poi come professore a Cagliari nel 1966 per approdare a Verona nel 1970, quando la facoltà di medicina era ancora un distaccamento dell’ateneo patavino.

Attento agli aspetti sociali e politici della pratica medica, fondamentale fu il suo incontro con Franco Basaglia con il quale lavorò per la riforma psichiatrica - ma anche culturale - poi concretizzatasi nella Legge 180.

Terzian si dichiarò sempre strenuo difensore della legge.

Fu come Basaglia grande lettore delle pratiche filosofiche francesi che si occupavano di esistenzialismo e di valorizzazione dell’uomo, e poco a poco abbracciò – con un vigore che non gli venne mai meno – l’amore per i malati mentali: ciò gli permise di capire il valore ancillare della scienza ufficiale rispetto alla comprensione dell’uomo e del suo universo concentrazionario che spesso veniva interpretato, dalla gente comune, come follia e perciò da evitare.

Quando, nel 1982, l’università di Verona divenne autonoma, ne fu il primo rettore: la sua idea di ricerca e progresso significò il successo del neonato ateneo. All’inaugurazione del primo anno accademico volle la presenza di Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica. Terzian credeva nel ruolo centrale dell’università come luogo di elaborazione e sviluppo di una coscienza critica da parte degli studenti, una comunità dove si creano le basi del progresso culturale, sociale e scientifico.

Fu molto amico di Giulio Maccacaro, medico, direttore della rivista “Sapere”, uno dei fulcri in cui la lotta contro la discriminazione dei malati diventava forma etica. Assieme ad alcuni noti neurologi, dette vita alla fortunata miscellanea veneziana, L’archivio della follia: il manicomio di San Servolo e la nascita di una fondazione: antologia di testi e documenti, 1980, dove furono pubblicati – in un’antologia di grande interesse – saggi scientifici di grande valore: la presa di coscienza dell’emarginazione dei malati psichiatrici e delle funzioni ancillari della scienza ufficiale permisero – e in questi studi si leggono con evidenza – un salto di qualità nell’interpretazione di fatti passati e attuali.

Tra i testi a lui dedicati ricordiamo: Nicola Rizzuto, Ricordo di H. Terzian, in “Annali dell’Università di Verona”, 1989-1990, pp. 201-204; Omaggio a Hrayr Terzian 1988-1998, a cura di Giuseppe Ferrari e Emanuela Boscariol, Verona, Azienda ospedaliera di Verona, 1998; Giuseppe Ferrari, Terzian Hrayr, in Dizionario biografico dei Veronesi (secolo XX), a cura di G. F. Viviani, Verona 2006, pp. 804-805.