Differenze tra le versioni di "I Centri di Salute Mentale"

Da OLTRE IL GIARDINO.
 
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I CSM (Centri di salute mentale) nascono a partire dalla metà degli anni ‘70 a Trieste in coerenza con la riforma avviata da [[Franco Basaglia]] di chiusura dell’OPP di s. Giovanni.
I Centri di Salute Mentale vengono pensati a partire dalla necessità di un intervento sul territorio totalmente sostitutivo del manicomio e nascono come veri e propri luoghi di ricezione terapeutica aperti alla cittadinanza sulle ventiquattro ore capace di restituire i diritti alla vita sociale delle persone che vivono il disagio mentale.


A differenza che in altri Paesi, i CSM, a Trieste, sostituiscono in maniera radicale l’OPP.  Viene definitivamente abolito l’internamento in ospedale psichiatrico, con la perdita dei diritti civili e i trattamenti disumani che lo caratterizzano. I centri si presentano invece come veri e propri luoghi di assistenza primaria sul territorio per accogliere le richieste di aiuto psichiatrico e psicologico della cittadinanza.
Già nel 1972 vennero avviate le prime proposte di servizi territoriali  al di fuori dell’Ospedale Psichiatrico, dividendo il comprensorio in cinque zone affidate ciascuna a un’équipe e proponendo un territorio urbano di riferimento per ciascuna équipe. In particolare, nel 1975, a Barcola e Aurisina vengono aperti i primi due centri di salute mentale sulle ventiquattro ore che coprono i quartieri di Roiano, Gretta, Barcola, Cologna, Scorcola, San Giovanni, nonché il Comune di Aurisina e l’altopiano ovest. Nel frattempo era  stato aperto il Centro di Salute Mentale di Muggia sulle dodici ore.


Il primo CSM nasce a Muggia nel 1975 in accordo con l’allora sindaco, aperto soltanto tuttavia nelle ore diurne 5 giorni alla settimana. Poco dopo viene però inaugurato quello di [[Il Centro di Salute Mentale di Barcola|Barcola]], più o meno in contemporanea a quello di Aurisina, che poi diverrà centro di ricezione diurna, mentre il CSM di Barcola è ancora oggi centro di assistenza sulle 24 ore, con 6 posti letto e offre un servizio di assistenza completo di presa in carico e supporto farmacologico e psicologico.
A partire dalla dismissione del Centro d’Igiene Mentale di Piazza Sansovino, la Provincia ne destina l’uso alla commissione di leva, liberando di fatto una villetta a Barcola che può essere usata come servizio territoriale. Franco Rotelli e Carla Prosdocimo per primi iniziano a risistemare gli spazi e nel 1975 il centro viene definitivamente istituito, aperto ventiquattro ore sette giorni su sette e con sei posti letto, costituendo di fatto anche un gruppo appartamento per i dimessi.


Gli altri CSM presenti oggi sul territorio triestino sono La Maddalena, nel rione di s. Giacomo, via Gambini, e Domio, che copre anche il territorio del comune di Muggia. Sono presenti quindi ognuno in un distretto, nei quattro distretti sanitari della città.
Da subito iniziarono gli interventi nel rione e le visite domiciliari come anche  assemblee con la popolazione, per spiegare la funzione di questo servizio nel territorio, come spazio a sostegno della salute mentale dell’intera comunità.  


I CSM funzionano sempre “a porte aperte” durante le 12 ore diurne mentre la notte sono in funzione solo per le persone ricoverate. I ricoveri nei centri durano in genere un tempo molto breve. I centri sono centri di assistenza ma anche di socialità. Gli utenti vengono seguiti in un percorso completo che va dalla presa in carico al reinserimento nella vita quotidiana anche attraverso l’ausilio di borse lavoro o i programmi di inserimento lavorativo. Gli utenti dei CSM si riuniscono in gruppi di aiuto o auto-aiuto, dove possono approfondire le loro problematiche e condividerle con gli altri.
Nel 1975 venne inaugurato il Centro di Salute Mentale di Aurisina affidato a Paolo Fonda e Giovanna Del Giudice. Undici ex-lungodegenti, provenienti appunto dal territorio dell’Altipiano Ovest, piuttosto anziani e con percorsi di sofferenza molto travagliati e più di quarant’anni di degenza alle spalle, vanno a vivere nell’ex Caserma dei Carabinieri di via delle Cave. L’integrazione con il territorio è complessa e viene affrontata creando un centro di medicina sociale polifunzionale, aperto e rivolto a tutti gli abitanti del territorio.  


Gli operatori dei centri (medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali, operatori socio-sanitari) sono attivi nelle loro sedi ma in particolare a domicilio delle persone in cura e anche nelle varie sedi sanitarie e sociali della comunità di riferimento che per ogni centro si aggira su 50/60000 abitanti.
Nella stessa direzione, l’anno successivo l’équipe diretta da Mario Reali occupa un asilo in via Gambini dove sarebbe poi sorto un altro centro di salute mentale aperto sulle ventiquattro ore. A breve verranno aperti anche i Centri di Salute Mentale di via della Guardia, Domio e San Giovanni, creando così una rete capillare su tutto il territorio.


Gli psicofarmaci vengono erogati a dosi basse e solo quando strettamente richiesto.
Link
 
<nowiki>https://bit.ly/3GawuCSM1</nowiki>
 
<nowiki>https://bit.ly/3De4CSM2</nowiki>

Versione attuale delle 12:03, 17 mag 2022

I Centri di Salute Mentale vengono pensati a partire dalla necessità di un intervento sul territorio totalmente sostitutivo del manicomio e nascono come veri e propri luoghi di ricezione terapeutica aperti alla cittadinanza sulle ventiquattro ore capace di restituire i diritti alla vita sociale delle persone che vivono il disagio mentale.

Già nel 1972 vennero avviate le prime proposte di servizi territoriali  al di fuori dell’Ospedale Psichiatrico, dividendo il comprensorio in cinque zone affidate ciascuna a un’équipe e proponendo un territorio urbano di riferimento per ciascuna équipe. In particolare, nel 1975, a Barcola e Aurisina vengono aperti i primi due centri di salute mentale sulle ventiquattro ore che coprono i quartieri di Roiano, Gretta, Barcola, Cologna, Scorcola, San Giovanni, nonché il Comune di Aurisina e l’altopiano ovest. Nel frattempo era  stato aperto il Centro di Salute Mentale di Muggia sulle dodici ore.

A partire dalla dismissione del Centro d’Igiene Mentale di Piazza Sansovino, la Provincia ne destina l’uso alla commissione di leva, liberando di fatto una villetta a Barcola che può essere usata come servizio territoriale. Franco Rotelli e Carla Prosdocimo per primi iniziano a risistemare gli spazi e nel 1975 il centro viene definitivamente istituito, aperto ventiquattro ore sette giorni su sette e con sei posti letto, costituendo di fatto anche un gruppo appartamento per i dimessi.

Da subito iniziarono gli interventi nel rione e le visite domiciliari come anche  assemblee con la popolazione, per spiegare la funzione di questo servizio nel territorio, come spazio a sostegno della salute mentale dell’intera comunità.

Nel 1975 venne inaugurato il Centro di Salute Mentale di Aurisina affidato a Paolo Fonda e Giovanna Del Giudice. Undici ex-lungodegenti, provenienti appunto dal territorio dell’Altipiano Ovest, piuttosto anziani e con percorsi di sofferenza molto travagliati e più di quarant’anni di degenza alle spalle, vanno a vivere nell’ex Caserma dei Carabinieri di via delle Cave. L’integrazione con il territorio è complessa e viene affrontata creando un centro di medicina sociale polifunzionale, aperto e rivolto a tutti gli abitanti del territorio.

Nella stessa direzione, l’anno successivo l’équipe diretta da Mario Reali occupa un asilo in via Gambini dove sarebbe poi sorto un altro centro di salute mentale aperto sulle ventiquattro ore. A breve verranno aperti anche i Centri di Salute Mentale di via della Guardia, Domio e San Giovanni, creando così una rete capillare su tutto il territorio.

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https://bit.ly/3GawuCSM1

https://bit.ly/3De4CSM2