Differenze tra le versioni di "Il Centro di Salute Mentale di Barcola"

Da OLTRE IL GIARDINO.
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Nel 1974, quando s’imponeva la necessità di allestire dei presidi al di fuori dell’Ospedale Psichaitrico Provinciale per l’alto numero di dimessi, esso venne diviso in 5 zone affidate ciascuna ad un’équipe.
Nel 1974, quando s’imponeva la necessità di allestire dei presidi al di fuori dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale per l’alto numero di dimessi, esso venne diviso in 5 zone affidate ciascuna ad un’équipe.


L'area di riferimento del lavoro dell'equipe diretta da [[Franco Rotelli]] comprendeva circa 60.000 abitanti, nei quartieri di Roiano, Gretta, Barcola nonché il comune di Aurisina e l’altopiano ovest.
L'area di riferimento del lavoro dell'equipe diretta da [[Franco Rotelli]] comprendeva circa 60.000 abitanti, nei quartieri di Roiano, Gretta, Barcola nonché il comune di Aurisina e l’altopiano ovest.
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Nel comune di Trieste in piazza Sansovino già da alcuni anni era in funzione un cosiddetto CIM (Centro d’Igiene Mentale), aperto alla cittadinanza 2 o 3 volte per settimana dove si recavano soprattutto i dimessi.
Nel comune di Trieste in piazza Sansovino già da alcuni anni era in funzione un cosiddetto CIM (Centro d’Igiene Mentale), aperto alla cittadinanza 2 o 3 volte per settimana dove si recavano soprattutto i dimessi.


Secondo le équipe di [[Franco Basaglia|Basaglia]] tale struttura era tuttavia senza senso e ne fu decisa la chiusura.
Secondo le équipe di [[Franco Basaglia]] tale struttura era tuttavia senza senso e ne fu decisa la chiusura.


A Barcola fu individuata una villetta di proprietà della Provincia già sede della commissione di leva. Il dott. Rotelli riuscì ad ottenere le chiavi dell’edificio e assieme a [[Carla Prosdocimo]] iniziò il lavoro di risistemazione. Egli contribuì personalmente a ciò anche portando propri mobili, divani e una cucina provvisoria.
A Barcola fu individuata una villetta di proprietà della Provincia già sede della commissione di leva. Rotelli riuscì ad ottenere le chiavi dell’edificio e assieme a [[Carla Prosdocimo]] iniziò il lavoro di risistemazione. Egli contribuì personalmente a ciò anche portando propri mobili, divani e una cucina provvisoria.


Nel 1975 il CSM fu definitivamente istituito, aperto ventiquattro ore sette giorni su sette, e con 5-6 posti letto di fatto costituiva anche un gruppo appartamento per i dimessi.
Nel 1975 il Centro di Salute Mentale fu definitivamente istituito, aperto ventiquattro ore sette giorni su sette, e con 5-6 posti letto di fatto costituiva anche un gruppo appartamento per i dimessi.


Da subito iniziarono gli interventi nel rione e le  visite domiciliari. Nei primi tempi vi furono anche delle assemblee con la popolazione per giustificare la presenza della struttura.
Da subito iniziarono gli interventi nel rione e le  visite domiciliari. Nei primi tempi vi furono anche delle assemblee con la popolazione per giustificare la presenza della struttura.
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Sempre nel 1975 venne aperto il Centro di Salute Mentale di Muggia per volontà del sindaco Bordon.
Sempre nel 1975 venne aperto il Centro di Salute Mentale di Muggia per volontà del sindaco Bordon.


Nello stesso anno fu inaugurato anche il CSM di Aurisina affidato alla dott.ssa Giovanna Del Giudice.
Nello stesso anno fu inaugurato anche il Centro di Salute Mentale di Aurisina affidato a Giovanna Del Giudice, psichiatra.


Nel 1976 il dott. Reali occupò un asilo in via Gambini dove sarebbe poi sorto un altro centro.
Nel 1976 Mario Reali occupò un asilo in via Gambini dove sarebbe poi sorto un altro centro.


A breve verranno aperti anche i CSM di via della Guardia, Domio e san Giovanni.
A breve verranno aperti anche i Centri di Salute Mentale di via della Guardia, Domio e san Giovanni.

Versione delle 12:57, 29 dic 2021

Nel 1974, quando s’imponeva la necessità di allestire dei presidi al di fuori dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale per l’alto numero di dimessi, esso venne diviso in 5 zone affidate ciascuna ad un’équipe.

L'area di riferimento del lavoro dell'equipe diretta da Franco Rotelli comprendeva circa 60.000 abitanti, nei quartieri di Roiano, Gretta, Barcola nonché il comune di Aurisina e l’altopiano ovest.

In tale territorio si pensò all’istituzione di due Centri di Salute Mentale, uno a Barcola ed uno ad Aurisina.

Nel comune di Trieste in piazza Sansovino già da alcuni anni era in funzione un cosiddetto CIM (Centro d’Igiene Mentale), aperto alla cittadinanza 2 o 3 volte per settimana dove si recavano soprattutto i dimessi.

Secondo le équipe di Franco Basaglia tale struttura era tuttavia senza senso e ne fu decisa la chiusura.

A Barcola fu individuata una villetta di proprietà della Provincia già sede della commissione di leva. Rotelli riuscì ad ottenere le chiavi dell’edificio e assieme a Carla Prosdocimo iniziò il lavoro di risistemazione. Egli contribuì personalmente a ciò anche portando propri mobili, divani e una cucina provvisoria.

Nel 1975 il Centro di Salute Mentale fu definitivamente istituito, aperto ventiquattro ore sette giorni su sette, e con 5-6 posti letto di fatto costituiva anche un gruppo appartamento per i dimessi.

Da subito iniziarono gli interventi nel rione e le  visite domiciliari. Nei primi tempi vi furono anche delle assemblee con la popolazione per giustificare la presenza della struttura.

Dopo pochi mesi Rotelli dovette rientrare a s. Giovanni chiamato da Basaglia ad occuparsi del reparto accettazione uomini. Il centro di Barcola venne affidato al dott. Dell’Acqua.

Sempre nel 1975 venne aperto il Centro di Salute Mentale di Muggia per volontà del sindaco Bordon.

Nello stesso anno fu inaugurato anche il Centro di Salute Mentale di Aurisina affidato a Giovanna Del Giudice, psichiatra.

Nel 1976 Mario Reali occupò un asilo in via Gambini dove sarebbe poi sorto un altro centro.

A breve verranno aperti anche i Centri di Salute Mentale di via della Guardia, Domio e san Giovanni.