Differenze tra le versioni di "Il centro donna"

Da OLTRE IL GIARDINO.
 
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Il Centro Donna viene creato nel 1992 presso il [[I Centri di Salute Mentale|CSM]] di via Gambini.
Il Centro Donna Salute Mentale, già presente come progetto incipiente negli anni precedenti nel Centro di Salute Mentale di San Giovanni, si sviluppa a partire dal 1992 presso il Centro di Salute Mentale di via Gambini per sostenere la differenza di genere e lo specifico femminile all’interno dei processi di cura e salute.  


Presidenti del Centro Donna sono stati nell’ordine [[Assunta Signorelli]] e poi Pina Ridente.
Presso il Centro Donna ha sede anche l’Associazione Culturale di Donne “Luna e L’Altra”, nata nel 1990 dall’incontro tra donne che a diverso titolo avevano agito nell’esperienza triestina di trasformazione istituzionale nel campo della salute mentale, come pure con donne della città e protagoniste di altre esperienze di affermazione ed emancipazione legate ai femminismi degli anni precedenti.  


Presso il Centro Donna ha sede anche l’[[associazione culturale di donne “Luna e l’Altra”]], che si propone di “valorizzare l’identità della cultura femminile, di favorirne l’espressione, di promuovere iniziative atte a produrre spazi operativi per l’affermazione dello specifico femminile nel campo della salute, della giustizia e dei diritti.
L’associazione punta a valorizzare le forme di espressione femminili e stimolare percorsi in risposta ai bisogni delle donne più fragili, sostenendole nella vita quotidiana e nel confronto con la realtà sociale del territorio.  


Il centro si propone di tutelare le problematiche femminili in genere, ma anche quelle più complesse legate ai fenomeni di violenza o sfruttamento. Il centro collabora con le associazioni di difesa dei diritti delle sex-workers.
Il Centro Donna Salute Mentale è luogo di iniziative culturali e di trasformazione, sia per contrastare processi di esclusione ed emarginazione, sia per favorire pratiche di accoglienza e aggregazione per donne in difficoltà.  La cultura di genere viene affermata anche attraverso attività di consulenza legale gratuita e collaborazione con gruppi di donne impegnate in contesti critici.  


“Crediamo di poter dire che allora (negli anni ‘70-’80), quando a Trieste si lavorava per la rottura del manicomio e dei suoi meccanismi istituzionali, non avevamo la consapevolezza e la cultura di chiamare “qualità femminili” quelle che agivamo. Se da una parte ricostruivamo storie, attenzioni, luoghi dove era possibile e dignitoso vivere, stimolavamo desideri e complicità, portavamo la normale affettività in luoghi e situazioni deprive da sempre di queste, dall’altra molte di noi  furono costrette ad imparare a modificare le proprie emozioni, per acquisire modalità di riconoscimento e di azioni maschili, pena l’essere negate o distrutte.” ([[Assunta Signorelli]], Centro Donna-Salute Mentale. Una storia di genere. Settembre 1999)
Tra le altre attività del Centro Donna vi furono gruppi di lettura, scrittura, film, massaggi shatzu, attività di danza, corsi di formazione, erboristeria, omeopatia, inclusione socio-lavorativa.


La cultura di genere viene affermata attraverso laboratori di lettura e scrittura, attività di consulenza legale gratuita, collaborazione con gruppi di donne impegnate in contesti critici come l’ex Jugoslavia o i Paesi islamici.
«Crediamo di poter dire che, quando a Trieste si lavorava per la rottura del manicomio e dei suoi meccanismi istituzionali, non avevamo la consapevolezza e la cultura di chiamare “qualità femminili” quelle che agivamo. Se da una parte ricostruivamo storie, attenzioni, luoghi dove era possibile e dignitoso vivere, stimolavamo desideri e complicità, portavamo la normale affettività in luoghi e situazioni prive da sempre di queste, dall’altra molte di noi furono costrette ad imparare a modificare le proprie emozioni, per acquisire modalità di riconoscimento e di azioni maschili, pena l’essere negate o distrutte» (Assunta Signorelli).


Le attività avvengono nello spazio del Centro Donna ed in luoghi della città coinvolgendo donne che usano del servizio, operatrici e donne della città.
Bibliografia


Nel 1999 si trasferisce in [[Androna degli Orti]] per poi chiudere nel 2001.
Assunta Signorelli, Fatevi Regine, editore Sensibili alle foglie, 1996


n/e, L'ostinata differenza di Assunta Signorelli, Associazione di volontariato L'una e l'altra ODV


Bibliografia
Link


Assunta Signorelli, ''Fatevi Regine'', editore Sensibili alle foglie, 1996
<nowiki>https://bit.ly/3DkIoCENTRODONNA1</nowiki>


''L'ostinata differenza di Assunta Signorelli'', Associazione di volontariato L'una e l'altra ODV
<nowiki>https://bit.ly/3pkCENTRODONNA2</nowiki>

Versione attuale delle 11:51, 17 mag 2022

Il Centro Donna Salute Mentale, già presente come progetto incipiente negli anni precedenti nel Centro di Salute Mentale di San Giovanni, si sviluppa a partire dal 1992 presso il Centro di Salute Mentale di via Gambini per sostenere la differenza di genere e lo specifico femminile all’interno dei processi di cura e salute.

Presso il Centro Donna ha sede anche l’Associazione Culturale di Donne “Luna e L’Altra”, nata nel 1990 dall’incontro tra donne che a diverso titolo avevano agito nell’esperienza triestina di trasformazione istituzionale nel campo della salute mentale, come pure con donne della città e protagoniste di altre esperienze di affermazione ed emancipazione legate ai femminismi degli anni precedenti.

L’associazione punta a valorizzare le forme di espressione femminili e stimolare percorsi in risposta ai bisogni delle donne più fragili, sostenendole nella vita quotidiana e nel confronto con la realtà sociale del territorio.

Il Centro Donna Salute Mentale è luogo di iniziative culturali e di trasformazione, sia per contrastare processi di esclusione ed emarginazione, sia per favorire pratiche di accoglienza e aggregazione per donne in difficoltà.  La cultura di genere viene affermata anche attraverso attività di consulenza legale gratuita e collaborazione con gruppi di donne impegnate in contesti critici.

Tra le altre attività del Centro Donna vi furono gruppi di lettura, scrittura, film, massaggi shatzu, attività di danza, corsi di formazione, erboristeria, omeopatia, inclusione socio-lavorativa.

«Crediamo di poter dire che, quando a Trieste si lavorava per la rottura del manicomio e dei suoi meccanismi istituzionali, non avevamo la consapevolezza e la cultura di chiamare “qualità femminili” quelle che agivamo. Se da una parte ricostruivamo storie, attenzioni, luoghi dove era possibile e dignitoso vivere, stimolavamo desideri e complicità, portavamo la normale affettività in luoghi e situazioni prive da sempre di queste, dall’altra molte di noi furono costrette ad imparare a modificare le proprie emozioni, per acquisire modalità di riconoscimento e di azioni maschili, pena l’essere negate o distrutte» (Assunta Signorelli).

Bibliografia

Assunta Signorelli, Fatevi Regine, editore Sensibili alle foglie, 1996

n/e, L'ostinata differenza di Assunta Signorelli, Associazione di volontariato L'una e l'altra ODV

Link

https://bit.ly/3DkIoCENTRODONNA1

https://bit.ly/3pkCENTRODONNA2