La borsa-lavoro

Da OLTRE IL GIARDINO.
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La borsa lavoro è uno strumento formativo per facilitare, attraverso un'esperienza pratica, l’inserimento nel mercato del lavoro di persone appartenenti alle cosiddette “fasce deboli”, che in cambio dell'attività prestata ricevono una borsa, cioè un compenso.

Se infatti oggi è sempre più difficile per chiunque riuscire a trovare un'opportunità lavorativa, a maggior ragione lo può essere per certe categorie di persone più svantaggiate.

Le borse lavoro sono indirizzate a soggetti con difficoltà socio-economiche o di inserimento lavorativo, in genere segnalate dai servizi sociali, come per esempio disoccupati, disabili, minori a rischio, ex detenuti, ma anche studenti.

La borsa lavoro è un’esperienza lavorativa che non costituisce un rapporto di lavoro dipendente con l'azienda o il soggetto che ospiterà il borsista; il lavoratore viene infatti retribuito non da quest'ultimo, ma da chi eroga la borsa. Si può trattare di un Comune o di altri enti pubblici, fondazioni, associazioni di volontariato, cooperative sociali.

Le borse lavoro sono uno strumento di aiuto economico che consente l'inserimento lavorativo temporaneo in circostanze “protette”, con lo scopo di aiutare la persona a orientarsi verso un'attività lavorativa. Le attività che il borsista andrà a svolgere sono definite attraverso un apposito atto sottoscritto tra l'ente erogatore e l'azienda ospitante, in cui si indicano gli estremi dell’azienda e del tirocinante, la durata del progetto e l'orario, le mansioni.

Gli obiettivi della borsa lavoro sono dare l'opportunità a una persona in difficoltà di sperimentare in un contesto agevolato le proprie capacità spendibili nel mondo del lavoro; favorire la formazione e l'autonomia professionale in vista di un successivo inserimento lavorativo; garantire un compenso a chi è senza reddito.

La durata di una borsa lavoro è variabile, va in genere da qualche mese fino a oltre l'anno, così come cambia da caso a caso l'importo ricevuto dal borsista. Va precisato che la borsa non deve però essere intesa come uno stipendio, ma come un riconoscimento dell’impegno a integrarsi nel contesto lavorativo e per le mansioni svolte.