La recovery

Da OLTRE IL GIARDINO.
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La Recovery è il percorso che il paziente attraversa dallo stato di crisi alla guarigione, posto il fatto che la guarigione vera è propria non è mai perfettamente raggiungibile ma piuttosto un obiettivo ideale che riguarda una revisione della personalità del paziente ed un nuovo equilibrio psichico ed esistenziale. Essa è pertanto un processo complesso e non lineare, di cambiamento, una esperienza di crescita oltre la malattia. I resoconti dei pazienti tendono a valorizzare il fatto che siano gli utenti stessi a decidere di riprendersi.

La Recovery è un processo irripetibile per ogni persona, un modo di vivere in cui si riguadagna fiducia in sé e si sviluppano aspettative positive. Si riorganizza il senso di sé: stima di sé, efficacia personale e luogo interno di controllo.

Sono stati identificati diversi elementi comuni ai vari percorsi: la ripresa di aspettative sul futuro, il superamento della negazione della malattia, l’accettazione della nuova condizione, il coinvolgimento, l’atteggiamento attivo, la rivendicazione di un senso di sé positivo (insieme di supporto e di partnership).

Quali sono i segni che permettono di identificare l’inizio di un processo di Recovery? Alcuni segni sono soggettivamente percepiti dagli utenti: l’esistenza di progetti di vita, la fiducia nelle proprie capacità di iniziativa, l’organizzazione piacevole del tempo libero, l’armonia con l’ambiente, la sensazione di benessere vitale, la stima di se stessi, la percezione del futuro, la riduzione dello stigma interno.

Altri segni sono più oggettivabili: il ricoprire un ruolo valido e soddisfacente, la realizzazione di relazioni significative, la riduzione e/o il controllo dei sintomi, il miglioramento della salute fisica.

Cosa è che facilita la Recovery?

Il Sentirsi come una persona: autoefficacia, assunzione di responsabilità.

La speranza, significato esistenziale e prospettiva: lo stabilire obiettivi, il coltivare aspettative positive, il sentire il rispetto e la fiducia.

La possibilità di compiere scelte: la varietà di opzioni per soddisfare i propri bisogni, la presenza di supporti.

L’autonomia: l’attribuire importanza all’esperienza degli utenti, l’autodeterminazione, le relazioni in termini di partnership, il riconoscimento dei propri diritti e dell’unicità della propria persona.

Le relazioni sociali: le reti sociali estese, l’esistenza di almeno un legame significativo, il supporto reciproco familiare, programmi mirati all’assunzione sociale di ruolo, il rispetto per le preferenze dell’utente, le facilitazioni negli ambienti sociali.

Il supporto dei pari: i modelli diversi di supporto del gruppo, l’identificazione con modelli positivi, i servizi gestiti da utenti, gli utenti inseriti come operatori all'interno dei servizi.

Il sistema dei servizi: i bisogni degli utenti al centro del progetto, la presenza di facilitazioni integrate, il sapere che le opinioni degli utenti contano, la tolleranza per la diversità. La responsabilità sulle cure, l'ospedalizzazione come ultima ratio, un rapporto di partnership tra gli operatori e gli utenti, l’integrazione con programmi individualizzati, programmi informativi per utenti e loro familiari, interventi tempestivi e proattivi.

Il personale dei servizi: le relazioni caratterizzate da continuità, disponibilità, comprensione, affidabilità, onestà, apertura e convincimento della possibilità di ripresa, l’ascolto, la credibilità, autenticità, rispetto, supporto, interesse, responsività, umiltà. L’attenzione alle differenze culturali, l’incoraggiamento all’autonomia e all’empowerment, la formazione e aggiornamento continui, il coinvolgimento degli utenti nei programmi formativi degli operatori.