Differenze tra le versioni di "Legge 180"

Da OLTRE IL GIARDINO.
Riga 12: Riga 12:


La precedente legge 14 febbraio 1904, n.36 non fu abrogata completamente. Gli articoli riguardanti la parte economica e fiscale della gestione dei manicomi rimasero in vigore.
La precedente legge 14 febbraio 1904, n.36 non fu abrogata completamente. Gli articoli riguardanti la parte economica e fiscale della gestione dei manicomi rimasero in vigore.
Bibliografia
Franco Rotelli, ''L'istituzione inventata/almanacco Trieste 1971-2010'', AlphaBeta edizioni, 2015 ried. 2016
''Manicomio ultimo atto'', Centro di documentazione di Pistoia
Peppe Dell’Acqua, ''Non ho l’arma che uccide il leone'', AlphaBeta Edizioni, 2007
Fabrizia Ramondino, ''Passaggio a Trieste'', Einaudi, 2000

Versione delle 10:39, 1 dic 2021

Con Legge 180 si intende in Italia la legge 13 maggio 1978, n. 180, in tema di "Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”.

Alla legge è associato comunemente il nome di Franco Basaglia (psichiatra e promotore della riforma psichiatrica in Italia). Estensore materiale della legge fu lo psichiatra e politico democristiano Bruno Orsini.

La precedente legge, del 14 febbraio 1904, n. 36, prevedeva dei limiti meno stringenti per l'ammissione dei malati di mente nei manicomi. In teoria, per il ricovero erano necessari sia un certificato medico sia un atto di notorietà, ma nella pratica quasi sempre si procedeva con la procedura urgente (che questa legge consentiva). Tale procedura, in sostanza, prevedeva solo la presentazione di un certificato medico. Una differenza sostanziale era data dagli articoli 3 e 4. L'articolo 3 prevedeva che, perché il malato fosse dimesso, l'ultima parola spettasse al direttore, ma gli interessati potevano presentare reclamo e chiedere al giudice una perizia. L'articolo 4, invece, prevedeva che il direttore avesse "la piena autorità" all'interno del manicomio. Inoltre la legge non garantiva ai degenti la possibilità di comunicare con chicchessia; la facoltà di comunicare con persone esterne (ad esempio, parenti o amici) poteva essere concessa dal direttore a sua discrezione.

La legge 180 è la prima legge quadro che impone la chiusura dei manicomi e regolamenta il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i centri di salute mentale pubblici. Ciò ha fatto dell’Italia il primo Paese al mondo ad abolire gli ospedali psichiatrici.

Prima della riforma i manicomi erano significativamente connotati come luoghi di contenimento sociale, dove l’intervento terapeutico e riabilitativo scontava le limitazioni di un’impostazione clinica arcaica e regredita, e dove soprattutto venivano negati i diritti civili dei reclusi.

La legge vuole essere anche un modo per modernizzare l’impostazione clinica dell’assistenza psichiatrica, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati anche da strutture territoriali.

La precedente legge 14 febbraio 1904, n.36 non fu abrogata completamente. Gli articoli riguardanti la parte economica e fiscale della gestione dei manicomi rimasero in vigore.


Bibliografia

Franco Rotelli, L'istituzione inventata/almanacco Trieste 1971-2010, AlphaBeta edizioni, 2015 ried. 2016

Manicomio ultimo atto, Centro di documentazione di Pistoia

Peppe Dell’Acqua, Non ho l’arma che uccide il leone, AlphaBeta Edizioni, 2007

Fabrizia Ramondino, Passaggio a Trieste, Einaudi, 2000