Differenze tra le versioni di "Legge 180"

Da OLTRE IL GIARDINO.
 
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La Legge 180 del 1978 decreta su tutto il territorio nazionale la chiusura degli Ospedali Psichiatrici e apre uno scenario nuovo su scala nazionale, allargando il campo di critica e riforma triestina all’insieme del modello psichiatrico. L’ultimo ospedale psichiatrico chiuderà solo vent’anni dopo.
La Legge 180 del 1978 decreta su tutto il territorio nazionale la chiusura degli Ospedali Psichiatrici e apre uno scenario nuovo su scala nazionale, allargando il campo di critica e riforma triestina all’insieme del modello psichiatrico. L’ultimo ospedale psichiatrico chiuderà solo vent’anni dopo.


Alla legge è associato comunemente il nome di Franco Basaglia, per quanto estensore materiale della legge fu lo psichiatra e politico democristiano Bruno Orsini.  
Alla legge è associato comunemente il nome di [[Franco Basaglia]], per quanto estensore materiale della legge fu lo psichiatra e politico democristiano [[Bruno Orsini]].  


La precedente legge, la numero 36 del 14 febbraio 1904, rendeva molto facile l’ammissione dei malati di mente nei manicomi. Seppure in teoria per il ricovero erano necessari un certificato medico e un atto di notorietà, nella pratica si procedeva d’urgenza anche in funzione di interessi privati e abusi di potere, portando dopo trenta giorni di osservazione alla privazione sine die dei diritti civili, sociali e politici degli internati. Una volta internati, la legge derogava al direttore la decisione di dimissione dei malati e “la piena autorità” all’interno del manicomio. Infine, la legge non garantiva ai degenti la possibilità di comunicare con l’esterno, se non su concessione delle autorità dell’Ospedale Psichiatrico.
La precedente legge, la numero 36 del 14 febbraio 1904, rendeva molto facile l’ammissione dei malati di mente nei manicomi. Seppure in teoria per il ricovero erano necessari un certificato medico e un atto di notorietà, nella pratica si procedeva d’urgenza anche in funzione di interessi privati e abusi di potere, portando dopo trenta giorni di osservazione alla privazione sine die dei diritti civili, sociali e politici degli internati. Una volta internati, la legge derogava al direttore la decisione di dimissione dei malati e “la piena autorità” all’interno del manicomio. Infine, la legge non garantiva ai degenti la possibilità di comunicare con l’esterno, se non su concessione delle autorità dell’Ospedale Psichiatrico.

Versione attuale delle 13:46, 19 lug 2022

La Legge 180 del 1978 decreta su tutto il territorio nazionale la chiusura degli Ospedali Psichiatrici e apre uno scenario nuovo su scala nazionale, allargando il campo di critica e riforma triestina all’insieme del modello psichiatrico. L’ultimo ospedale psichiatrico chiuderà solo vent’anni dopo.

Alla legge è associato comunemente il nome di Franco Basaglia, per quanto estensore materiale della legge fu lo psichiatra e politico democristiano Bruno Orsini.

La precedente legge, la numero 36 del 14 febbraio 1904, rendeva molto facile l’ammissione dei malati di mente nei manicomi. Seppure in teoria per il ricovero erano necessari un certificato medico e un atto di notorietà, nella pratica si procedeva d’urgenza anche in funzione di interessi privati e abusi di potere, portando dopo trenta giorni di osservazione alla privazione sine die dei diritti civili, sociali e politici degli internati. Una volta internati, la legge derogava al direttore la decisione di dimissione dei malati e “la piena autorità” all’interno del manicomio. Infine, la legge non garantiva ai degenti la possibilità di comunicare con l’esterno, se non su concessione delle autorità dell’Ospedale Psichiatrico.

In contrasto a questa logica giuridica, la legge 180 è la prima legge quadro al mondo che impone la chiusura dei manicomi e regolamenta il trattamento sanitario obbligatorio.

Prima della riforma, i manicomi erano luoghi di contenimento sociale, dove l’intervento terapeutico e riabilitativo era costretto e impossibilitato da una impostazione clinica arcaica e regressiva e dove, soprattutto, venivano negati i diritti dei reclusi. La legge 180 è strumento quindi, necessario anche se non sufficiente, per riconoscere i diritti e la necessità di una vita di qualità delle persone con sofferenza mentale e, a partire da questo riconoscimento, costruire percorsi di cura.


Bibliografia

Fabrizia Ramondino, Passaggio a Trieste, Einaudi, 2000

Franco Rotelli, L'istituzione inventata/almanacco Trieste 1971-2010, AlphaBeta edizioni, 2015 ried. 2016

n/e, Manicomio ultimo atto, Centro di documentazione di Pistoia

Peppe Dell’Acqua, Non ho l’arma che uccide il leone, AlphaBeta Edizioni, 2007

Link

https://bit.ly/3ddLEGGE180