Processi

Da OLTRE IL GIARDINO.
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Durante il suo incarico di direttore dell’OPP di Trieste Franco Basaglia viene coinvolto in alcune vicende giudiziarie, la più importante delle quali riguarda il cosiddetto “caso Savarin”.

Giordano Savarin, ricoverato presso l’OPP di s. Giovanni, nel febbraio 1972 viene dimesso in via sperimentale e affidato alle cure della madre la quale si impegna ad averne custodia e  ricondurlo all’ospedale psichiatrico qualora presenti sintomi tali da non consentirne le cure domiciliari. La madre purtroppo è analfabeta e fatica a gestire le terapie del figlio.

Pochi mesi dopo, nel giugno dello stesso anno, Savarin uccide nella propria abitazione di Aquilinia il padre e la madre.

Basaglia viene coinvolto in giudizio in quanto responsabile della dimissione di Savarin dall’OPP.

Le vicende giudiziarie, che durano più di un anno, si concludono a favore di Basaglia che viene assolto in quanto non è necessariamente la dimissione dall’ospedale psichiatrico o la riduzione delle terapie farmacologiche a causare la pericolosità di un paziente.

Tuttavia la vicenda inizia ad alimentare un dibattito, di segno opposto rispetto al percorso basagliano, che si protrarrà ben oltre la promulgazione della legge 180 sui possibili nodi non risolti della chiusura degli ospedali psichiatrici e la pericolosità dei cosiddetti “folli”.