Differenze tra le versioni di "San Giovanni"

Da OLTRE IL GIARDINO.
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Ancor prima dell’intervento di Franco Basaglia vi erano progetti di risistemazione e riqualificazione del parco.
Ancor prima dell’intervento di Franco Basaglia vi erano progetti di risistemazione e riqualificazione del parco.


In anni più recenti il parco è stato riqualificato come parco cittadino e i padiglioni ristrutturati del vecchio manicomio sono divenuti sede di molti uffici del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e dell’ASS Triestina, e in anni più recenti anche dell’Università degli Studi di Trieste.
In anni più recenti il parco è stato riqualificato come parco cittadino e i padiglioni ristrutturati del vecchio manicomio sono divenuti sede di molti uffici del [http://www.triestementalhealth.org/ Dipartimento di Salute Mentale di Trieste] e dell’ASS Triestina, e in anni più recenti anche dell’[https://www.units.it Università degli Studi di Trieste].


Tra le facoltà dell’Università di Trieste e il Dipartimento di Salute Mentale, si nascondono paesaggi artistici e imprese di cooperazione sociale. Il giardino di San Giovanni, curato dalla Cooperativa Agricola Monte San Pantaleone, ospita uno dei roseti più importanti d’Europa con cinquemila differenti rose, segni concreti della meraviglia che mantiene viva la memoria terribile della violenza istituzionale. Nel vecchio padiglione dei “tranquilli”, la cooperativa Lister ha inventato una sartoria sociale come spazio di riciclo e rivalorizzazione dove ombrelli rotti e vecchi tessuti trovano altre forme di espressione: rituale della deistituzionalizzazione per ridare dignità a oggetti e soggetti dimenticati. Il parco è un simbolo, di cura e diversità, e allo stesso tempo un luogo materiale di benessere. Un benessere affermato ogni giorno, tenendo insieme culture e generazioni della città, in quello che fu una volta il manicomio, e per affermare un tentativo comune per continuare a trasformare il reale.
Tra le facoltà dell’Università di Trieste e il Dipartimento di Salute Mentale, si nascondono paesaggi artistici e imprese di cooperazione sociale. Il giardino di San Giovanni, curato dalla Cooperativa Agricola Monte San Pantaleone, ospita uno dei roseti più importanti d’Europa con cinquemila differenti rose, segni concreti della meraviglia che mantiene viva la memoria terribile della violenza istituzionale. Nel vecchio padiglione dei “tranquilli”, la cooperativa Lister ha inventato una sartoria sociale come spazio di riciclo e rivalorizzazione dove ombrelli rotti e vecchi tessuti trovano altre forme di espressione: rituale della deistituzionalizzazione per ridare dignità a oggetti e soggetti dimenticati. Il parco è un simbolo, di cura e diversità, e allo stesso tempo un luogo materiale di benessere. Un benessere affermato ogni giorno, tenendo insieme culture e generazioni della città, in quello che fu una volta il manicomio, e per affermare un tentativo comune per continuare a trasformare il reale.


Il parco attualmente è sede di varie iniziative ed eventi culturali, quali concerti, spettacoli di teatro o incontri culturali, nonché naturalmente rassegne di giardinaggio e prodotti biologici.
Il parco attualmente è sede di varie iniziative ed eventi culturali, quali concerti, spettacoli di teatro o incontri culturali, nonché naturalmente rassegne di giardinaggio e prodotti biologici.

Versione delle 12:05, 30 lug 2021

Il parco dell’ex OPP ha un’antica radicazione nel rione urbano di s. Giovanni e nel comune di Trieste.

Ancor prima dell’intervento di Franco Basaglia vi erano progetti di risistemazione e riqualificazione del parco.

In anni più recenti il parco è stato riqualificato come parco cittadino e i padiglioni ristrutturati del vecchio manicomio sono divenuti sede di molti uffici del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e dell’ASS Triestina, e in anni più recenti anche dell’Università degli Studi di Trieste.

Tra le facoltà dell’Università di Trieste e il Dipartimento di Salute Mentale, si nascondono paesaggi artistici e imprese di cooperazione sociale. Il giardino di San Giovanni, curato dalla Cooperativa Agricola Monte San Pantaleone, ospita uno dei roseti più importanti d’Europa con cinquemila differenti rose, segni concreti della meraviglia che mantiene viva la memoria terribile della violenza istituzionale. Nel vecchio padiglione dei “tranquilli”, la cooperativa Lister ha inventato una sartoria sociale come spazio di riciclo e rivalorizzazione dove ombrelli rotti e vecchi tessuti trovano altre forme di espressione: rituale della deistituzionalizzazione per ridare dignità a oggetti e soggetti dimenticati. Il parco è un simbolo, di cura e diversità, e allo stesso tempo un luogo materiale di benessere. Un benessere affermato ogni giorno, tenendo insieme culture e generazioni della città, in quello che fu una volta il manicomio, e per affermare un tentativo comune per continuare a trasformare il reale.

Il parco attualmente è sede di varie iniziative ed eventi culturali, quali concerti, spettacoli di teatro o incontri culturali, nonché naturalmente rassegne di giardinaggio e prodotti biologici.